La mobilità giovanile europea, come strumento occupazionale: i dati confortanti dell’ultimo anno.

Lunedì 22 settembre la Commissione ha presentato i risultati di un interessantissimo studio sull’impatto della mobilità internazionale sia sulle capacità individuali che sul mercato del lavoro.
Attraverso 5 sondaggi, nel 2013 i ricercatori hanno raccolto le risposte di 78.891 individui tra studenti, ex studenti e personale docente e non docente, con un’esperienza di tipo internazionale anche diversa dall’Erasmus. Forse uno degli studi più ampi mai fatti, ha coinvolto anche i “non mobili”, dando effettivamente la possibilità di confrontare gli esiti di un periodo di studio o formazione all’estero sulle qualità acquisite, risvolti occupazionali e aspetti legati alla personalità.

È stata richiesta anche l’opinione ad un campione di imprenditori.
Le motivazioni che spingono lo studente a partire riguardano la voglia di mettersi in gioco in una realtà diversa, sviluppando caratteristiche come tolleranza, fiducia in sé stessi, abilità nella risoluzione dei problemi, curiosità, consapevolezza di pregi e difetti, risolutezza, aspetti molto apprezzati dai datori di lavoro. Lo studio ha rivelato che ad un tirocinante Erasmus su tre è stato offerto un posto di lavoro nell’azienda ospitante; quasi 1 studente su 10 ha dato vita ad una propria attività e più di 3 su 4 prevedono di farlo, evidenziando una forte spinta all’imprenditorialità tra gli studenti con un’ esperienza di formazione internazionale nel curriculum.

Notizie decisamente confortanti, considerate le percentuali drammatiche sulla disoccupazione giovanile in Italia!erasmus2_web-400x300


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